La tigre ruggisce ancora. Deve. Nonostante Primo Brown non sia più tra noi, sembra proprio che nessun altro abbia le unghie e i denti necessari per difendere il rap italiano dai tanti sciacalli che in questi anni hanno cercato di divorarne famelici la carcassa.

Introdotta dalle potenti barre celebrative assestate da Danno e Grandi Numeri, la voce di Primo si leva finalmente “A pieno titolo” e si lancia, rubando ancora una volta la scena a tutti, impavida sui maestosi beats orchestrati da Squarta “schivando colpi tra rullante e cassa”.

Mi rivolgo alle nuove generazioni, quelle che pur ascoltando il rap di casa nostra forse non hanno un quadro completo della sua storia e delle sue radici.

Ebbene, quello che sentite sono i Cor Veleno e il loro “spirito che suona”, quello del rap italiano “che torna sempre fresco dai ’90” fedele al suo stile, che se ne fotte delle mode contingenti e delle classifiche fasulle, che non si è compromesso per un’apparizione in tv vendendosi per 30 squallidi denari e che preferirebbe attaccare il microfono al chiodo piuttosto che mettere in ridicolo il genere che ama.

Forse adesso capirete meglio perché “…l’Italia è vedova a pieno titolo”.